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PERCHE' TANTO ODIO?
CULTURA
26 luglio 2006
Niente Neri.
 (il tono è sarcastico) "Una volta, ad una cugina di mia cognata che aveva un

tatuaggio,  sai cos'hanno detto all'ingresso di una piscina

dove volevamo entrare ?" Mi chiede al telefono Saputello,

 un collega conservatore del mio Homer dopo che la mia

cara buona ingenua dolce metà ha messo i manifesti

riguardo al fatto che ieri sera ho sonnecchiato un'oretta e

mezza sul lettino del tatuatore.  

"Eh, dimmi, che gli avranno detto mai?" Rispondo,

immaginando la banale, scontatissima risposta.

"Gli hanno detto: Signorina siamo pieni. E mentre stavamo

decidendo sul da fare, abbiamo visto che le persone dopo

di noi le facevano entrare!"

Voleva farmi capire che la colpa di non essere potuti

entrare in quella piscina era della cugina di sua cognata e

del suo/dei suoi tatuaggi (guarda caso ci sono sempre di

mezzo i cugini  quando si raccontano frottole), invece di

essere della pretesa di certe persone spocchiose a volersi

 convincere di essere superiori al prossimo.

"Sai che c'è Saputello, " gli ho detto, "magari quelle

persone avrebbero detto la bugia di essere pieni anche se

all'entrata si fosse presentata una semplice famigliola di

gente di colore"

Personalmente l'ho chiusa là. Non c'è storia con questi tipi,

 non mi va di sprecare fiato, mi basta il fatto che non ha

saputo rispondermi. Anche se so che non ha cambiato

idea.

Qui ad Ostia esistono degli stabilimenti in cui non puoi

potarti un panino con la frittata e mangiartelo in grazia di

Dio alla luce del sole o vieni marchiato a fuoco in fronte

con la P di pezzente; l'eventuale cibo portato da casa deve

 essee consumato nei 52 gradi centigradi dell'interno della
 
propria cabina. E certo, dico io, vogliamo forse turbare il

sonno a tutte quelle danarose signore che tanto ci tengono

 a frequentare ambienti esclusivi con la nostra pizza con la

 mortazza? Stessa cosa vale per i bambini; per farti

desistere ti dicono che non è un ambiente adatto, che ci

sono degli orari del silenzio e che bla bla bla. Trad.: Vattene

 da un'altra parte, plebeo.

Un giorno però vorrei proprio andarci in uno di questi

stabilimenti: chissà com'è. Tutti zitti, tutti che bisbigliano, gli
elicotteri non passano, il Coccobello morto affogato, mi sa
 
che invece dei lettini ti danno dei sarcofagi.



permalink | inviato da il 26/7/2006 alle 15:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
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